Una festa a un anno dalla paura e dai danni della tromba d’aria: “risorti” senza soldi pubblici rimboccandosi le maniche. Era il 27 maggio 2014 quando la furia del vento devastò il raccolto…

Una festa a un anno dalla paura e dai danni della tromba d’aria: “risorti” senza soldi pubblici rimboccandosi le maniche. Era il 27 maggio 2014 quando la furia del vento devastò il raccolto scoperchiando un capannone rovinando l’impianto fotovoltaico che ricopriva il tetto. Cinque-dieci minuti di veemenza meteorologica avevano compromesso il lavoro di anni, ma i titolari dell’azienda agricola “La selce”, Claudio Tosoratti e sua moglie Pia Candussio, non si sono dati per vinti e hanno ricominciato a lavorare. «Non senza difficoltà – spiegano – dal momento che la Regione non ha riconosciuto lo stato di calamità naturale». Hanno sistemato le parti pericolanti, ricostruito l’impianto fotovoltaico, attrezzato un portico per ospitare i bambini in visita all’azienda che offre infatti alle scuole anche un servizio didattico. E nei giorni scorsi hanno voluto festeggiare: un momento conviviale con gli amici, con chi ha lavorato per la ricostruzione, con i tecnici e i progettisti per segnare il nuovo inizio. Spiega Tosoratti: “Abbiamo investito circa 170 mila euro, anche perché la tromba d’aria aveva distrutto 230 pannelli fotovoltaici sui 330 che avevamo installato». Intanto l’attività dell’azienda prosegue con la cura per le varie colture e con le iniziative rivolte alle scuole. Tra le curiosità presenti a “La selce”, un labirinto tracciato nel mais e arricchito con elementi che costituiscono i segni della presenza dell’uomo sul territorio. E così i bambini possono imbattersi nelle selci dei primi abitanti, osservare l’evoluzione dei ferri di cavallo, o guardare da vicino i trattori e gli strumenti agricoli del passato. (m.d.m.)